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Domattina il Comitato consegnerà le firme in Cassazione
Martedì 08 Gennaio 2013 14:29

"Domani il comitato referendario depositerà le firme raccolte per i due referendum sul lavoro e incontrerà i giornalisti. L’appuntamento è alle 9.30 davanti alla Cassazione in piazza Cavour.

In particolare, i due quesiti hanno l’obiettivo di ripristinare l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori nella sua versione originale e di abrogare l’art.8 del decreto-legge n.138 del 2011 che aveva cancellato il valore universale dei diritti previsti dal contratto nazionale di lavoro”.

Lo rende noto un comunicato stampa del Comitato promotore.

 
Firme, "serve un ultimo sforzo straordinario"
Lunedì 17 Dicembre 2012 14:07

Pubblichiamo il testo dell'intervento pronunciato da Carmine Fotia, a nome del comitato promotore nazionale, all'Assemblea nazionale dell'Idv.

Sono qui per parlarvi dei Referendum per l’abrogazione della controriforma Fornero dell’articolo 18 e dell’articolo 8 della legge finanziaria del governo Berlusconi che manomette la contrattazione nazionale.
La prima cosa che devo dirvi è che siamo molto vicini all’obiettivo ma serve ancora un ultimo sforzo straordinario e anche una mobilitazione politica e civile affinchè il prossimo scioglimento delle camere non lo vanifichi.
Ci siamo rivolti al Presidente della repubblica, affinchè, nel suo ruolo di garante della Costituzione, nel decidere la data di scioglimento delle camere, salvaguardi anche i diritti delle centinaia di migliaia di cittadini che hanno firmato e cui ormai il referendum appartiene.
Ci batteremo con forza con ogni mezzo politico, giuridico e civile affinchè ciò avvenga.
I nostri referendum non parlano di cose astratte, bensì di diritti negati, di una costituzione violentata, di soggetti oscurati dall’informazione, di furto di democrazia e di futuro.

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Dicembre 2012 14:13
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Sprint finale!
Mercoledì 12 Dicembre 2012 11:22

 Mancano pochissimi giorni all'ultima scadenza utile per la raccolta e consegna delle firme e dobbiamo sforzarci tutte e tutti per raggiungere l'obiettivo che ci siamo dati (almeno 650.000 firme).

Per questo abbiamo lanciato "#lottoperildiciotto Sprint Finale!" con tantissimi banchetti che, per dieci giorni, scandiranno in tutta Italia la campagna referendaria. L'obiettivo è raccogliere, su tutta la penisola, 10.000 firme al giorno.

Dobbiamo darci una mossa, perchè l'accellerazione sul voto anticipato richiedono una consegna anticipata di tutte le firme.

Il 21 dicembre tutte le firme dovranno arrivare, con le certificazioni, presso la sede del Comitato Nazionale dove le volontarie e i volontari sono già al lavoro per la verifica dei moduli già arrivati.

A Roma si può firmare in tutti i Municipi e nel banchetto fisso a Piazza Chiesa Nuova, dalle 11 alle 20 il sabato e la domenica e dalle 13 alle 20 tutti gli altri giorni.

Qui si può scaricare il manifesto da personalizzare

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Dicembre 2012 11:55
 
Il referendum che abroga l’abrogazione dei diritti
Martedì 27 Novembre 2012 14:21

di Umberto Romagnoli

La campagna referendaria contro i licenziamenti facili è l’occasione per ridiscutere la concezione sbagliata e ideologica secondo cui le tutele non sono altro che un ostacolo all’economia.

Quando si promuove un referendum abrogativo ci s’incammina lungo una strada in salita e piena di incognite di svariata natura. Stavolta, però, i promotori della consultazione referendaria sull’art. 8 della legge 2011/148 e sull’art. 18 dello Statuto dei lavoratori riscritto dalla legge 2012/92 un’incoraggiante certezza ce l’hanno in tasca.

Il fatto è che l’avvio della campagna referendaria equivale ad un’energica sollecitazione a discutere l’impianto di base del discorso pubblico riguardante il (poco) lavoro che c’è e il (tanto) lavoro che si cerca e non si trova. Innumerevoli sono i miti da sfatare. Dicono che il surplus di rigidità delle tutele dei padri butta i figli in braccio alla “cattiva” flessibilità; che il diritto del lavoro uccide il diritto al lavoro; che il nuovo stenta ad affermarsi perché inciampa negli ostacoli disseminati dal vecchio che vuole sopravvivere a se stesso. Questa invece è soltanto l’infatuazione ideologica di vittime di un’evidenza più onirica che empirica.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Novembre 2012 16:58
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'Par Condicio al lavoro': i referendari protestano oggi contro la Rai
Mercoledì 21 Novembre 2012 08:59

Oggi alle 11.30, a Roma, 'flash-mob 'davanti alla Rai in viale Mazzini contro la censura sui referendum lavoro: organizza il Comitato che raccoglie le firme per l'abolizione dell'articolo 8 della manovra economica dell'agosto 2011 e delle modifiche all'articolo 18 introdotte dal governo Monti.

‘Par Condicio al lavoro’. Con questo titolo il Comitato promotore del Referendum per l’abrogazione dell’Articolo 8 della manovra economica dell’agosto 2011 e delle modifiche all’Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori ha indetto per stamattina alle ore 11.30, a Roma, un flash-mob davanti alla Rai, in viale Mazzini 14, per protestare contro la sistematica censura che il servizio pubblico sta operando nei confronti della raccolta delle firme in corso in tutt’Italia.

I promotori si erano già rivolti al Cda Rai con una lettera scrivendo: "Ci rivolgiamo a voi per sottolineare la scomparsa dalla radiotelevisione pubblica dell’informazione sulla raccolta di firme per i referendum sul lavoro, promossi da un largo schieramento di forze sociali, sindacali e politiche; in un momento così delicato per la vita del nostro paese, ci appelliamo alla vostra sensibilità democratica, affinché non sia oscurato un tema che sta coinvolgendo in una libera discussione centinaia di migliaia di persone in tutt’Italia".

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Novembre 2012 09:05
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Ferrero (Prc-Fds): "Appello a Napolitano affinché non tappi la bocca agli italiani"
Lunedì 17 Dicembre 2012 14:01

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, ha dichiarato:

"Lancio un appello al Presidente Napolitano affinché non tappi la bocca agli italiani e sciolga le Camere nei primi giorni del 2013 e non negli ultimi del 2012. Infatti se le Camere verranno sciolte prima della fine dell'anno, le 500.000 firme già raccolte per sottoporre a referendum la sciagurata riforma delle pensioni e la manomissione dell'articolo 18 perderanno ogni valore e non potranno essere depositate al fine di indire il referendum. La legge prevede infatti che le firme non possano essere depositate nell'anno precedente a quello in cui siano indette elezioni. Sarebbe gravissimo che per non ritardare di una settimana lo scioglimento delle Camere la volontà già espressa da oltre 500.000 italiani - e costituzionalmente tutelata - venisse calpestata dal Presidente della Repubblica".

 
Treviso, all'Electrolux raccolte quasi mille firme
Venerdì 30 Novembre 2012 15:07

La Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) dell'Electrolux di Susegana (in provincia di Treviso), multinazionale metalmeccanica del settore elettrodomestico, ha reso noto che nella giornata di oggi, presso la portineria dello stabilimento, il Comitato referendario della Rsu dell'Electrolux "ha raccolto poco meno di mille firme". Un successo "oltre ogni previsione", hanno spiegato i delegati. Al banchetto ha partecipato anche l'assessore provinciale Amendola. 

 

I lavoratori della fabbrica valorizzano l'esperienza che stanno conducendo: "La formazione di un comitato unitario di tutte le sigle della Rsu aziendali, per sottoscrivere i due referendum sul lavoro, rappresenta un caso unico in tutto il Veneto", hanno sostenuto con comprensibile orgoglio. "Noi vogliamo costruire le condizioni - hanno osservato ancora - per abrogare la controriforma del governo Monti-Fornero sull'articolo 18 della legge 300 che ha "liberalizzato" i licenziamenti e contro l'articolo 8 della Finanziaria del 2011 che ha introdotto tra le altre, la possibile derogabilità in peggio delle norme che regolano i minimi salariali e normativi in materia di lavoro e della sua tutela a livello di singola azienda".

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Novembre 2012 15:20
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Refererendari davanti alla Rai: "Basta con l'oscuramento"
Giovedì 22 Novembre 2012 08:58

Contro il black-out informativo sulla raccolta di firme per i referendum sul lavoro, il Comitato promotore ha organizzato ieri un flash-mob davanti all'ingresso della sede Rai di viale Mazzini 14, a Roma, dal titolo: 'Par condicio al lavoro'.

Molti cittadini hanno presidiato il luogo-simbolo della radiotelevisione pubblica con striscioni e cartelli di protesta. Hanno denunciato, insieme ai rappresentanti del Comitato promotore (Idv, Sel, Prc, Pdci, Verdi, Fiom, Lavoro Società Cgil, La Cgil che vogliamo, Alba, Articolo 21), il sistematico bavaglio imposto alla campagna referendaria per abrogare l'articolo 8 della manovra economica dell'agosto 2011 dell'esecutivo Berlusconi e le modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, volute dal governo Monti.

Sono intervenuti, tra gli altri: il presidente dell'IdV, Antonio Di Pietro, il segretario del Prc, Paolo Ferrero, i dirigenti nazionali di Sel, Pdci e Verdi Dino Tibaldi, Manuela Palermi e Nando Bonessio, l'on. Vincenzo Vita del Pd, Massimo Torelli di Alba, oltre a numerosi esponenti della Cgil e di varie associazioni.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Novembre 2012 16:59
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Raccolta firme, la censura della radiotelevisione pubblica
Sabato 17 Novembre 2012 10:08

Mercoledì 21 novembre presidio davanti alla RAI. Partecipa anche tu!!!
Referendum Lavoro, è censura da parte della radiotelevisione pubblica. “Ci rivolgiamo a voi per sottolineare la scomparsa radiotelevisione pubblica dell’informazione sulla raccolta di firme per i referendum sul lavoro, promossi da un largo schieramento di forze sociali, sindacali e politiche”: è la denuncia rivolta ai vertici Rai e alla commissione di vigilanza da parte dei sedici promotori del Comitato promotore per i referendum sull'abrogazione dell'articolo 8 della manovra economica del governo Berlusconi e delle modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Novembre 2012 09:59
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Spartacus

Mercoledì, ore 11.30, in viale Mazzini contro il bavaglio
di Carmine Fotia

Centinaia di migliaia di giovani che scendono in piazza per rivendicare un diritto al futuro vengono rapidamente trasformati dai soliti soloni incipriati dell’informazione e di una classe politica decrepita e decadente in violenti eversori sol perché cercano di portare la loro rabbia sotto le mura del Palazzo e ricevono in cambio manganellate e lacrimogeni. CONTINUA A LEGGERE

 

Articolo 8

Che cos'ha fatto il governo Berlusconi?
Nell'agosto 2011, con un colpo di mano all'interno della manovra economica, il governo ha operato per limitare drasticamente la centralità del contratto nazionale di lavoro, rimandando agli accordi aziendali materie importantissime quali la classificazione e l'inquadramento del personale, le mansioni, la disciplina dell'orario di lavoro, i contratti a termine, i contratti a orario ridotto, il regime della solidarietà negli appalti, il ricorso alla somministrazione di lavoro e la modalità di assunzione e la disciplina del rapporto di lavoro. L'articolo 8 di quella manovra finanziaria è carico di livore antisindacale e contrasta duramente le spinte alla solidarietà tra i lavoratori contro i drammatici effetti della crisi economica. Con questo articolo si vuole annullare l'accordo del 28 giugno 2011, che ha riconfermato il contratto nazionale al centro delle relazioni sindacali del Paese.
Che cosa vogliamo ottenere attraverso i referendum?
Intendiamo abolire le manomissioni e ristabilire la certezza dei diritti previsti e conquistati dal contratto nazionale. A parità di condizioni, vanno pretese regole generali che valgano per tutti i lavoratori di un settore e ovunque sul territorio nazionale. Alla contrattazione aziendale va restituito il giusto valore: ossia deve 'accompagnare' l'andamento dell'impresa - garantendo eventualmente tutele aggiuntive ai suoi dipendenti -, contrattare l'organizzazione del lavoro, l'articolazione degli orari e dei turni nell'ambito e nei limiti previsti dal contratto nazionale.

 

Articolo 18

Che cos'ha fatto il governo Monti?
Ha cancellato la norma che imponeva il reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa o giustificato motivo a fronte di una sentenza del giudice del lavoro favorevole al lavoratore stesso. L'articolo 18 è stato manomesso nella sua essenza e nella sua funzione. Il governo ha agito con forte iniquità sul tema cruciale del mercato del lavoro, scegliendo - per combattere gli effetti della crisi - di aggredire i diritti, le conquiste storiche del movimento operaio e il sistema di protezione sociale pubblica. Le modifiche all'articolo 18 riscrivono con motivazioni inaccettabili un tratto saliente della giurisprudenza del lavoro, prefigurando rapporti sociali e sindacali autoritari che avranno ripercussioni nella vita di tutti i cittadini onesti, cui è stato scippato un diritto fondamentale.

Che cosa vogliamo ottenere attraverso i referendum?
Restituire allo Statuto dei Lavoratori l'articolo 18 nella versione originaria, per rispettare i principi della Costituzione e rendere esigibili le decisioni della magistratura. La nozione giuridica secondo la quale nessuno può essere licenziato senza giusta causa e giustificato motivo deve essere ripristinata. Perché un'ingiustizia praticata ad uno è un'ingiustizia verso tutti. Non si tratta dunque di un problema di quantità numeriche, bensì di giustizia sociale.

 

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